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10/03/2021

Neuro-marketing predittivo: vecchi e nuovi approcci alla vendita

Neuro-marketing predittivo: vecchi e nuovi approcci alla vendita


Sono ancora in tanti coloro che considerano il neuromarketing una sorta di arte imbonitoria pensata per costringere i consumatori ad acquistare qualcosa con metodi borderline quasi da arte oscura. In realtà, il neuromarketing è una recente, quanto scientifica, disciplina volta all’individuazione di canali di comunicazione in cui vengono studiati in modo più approfondito i processi decisionali d’acquisto, mediante l’utilizzo di metodologie legate alle scoperte delle neuroscienze. Di fatto, il neuromarketing è una disciplina che fonde il marketing tradizionale (economia), la neurologia (medicina) e la psicologia (scienze comportamentali) e si prefigge di illustrare ciò che accade nel cervello delle persone in risposta ad alcuni stimoli relativi a prodotti, marche o pubblicità con l’obiettivo di determinare le strategie che spingono all’acquisto.

Neuro-marketing predittivo, i vecchi approcci alla vendita si mescolano a nuovi studi

Nel neuro-marketing predittivo, i vecchi approcci alla vendita si mescolano a nuovi studi comportamentali per veicolare il messaggio pubbliciatrio in modo efficace e consapevole. Alla base del Neuro-marketing c'è la volontà di capire come funziona la psiche umana cercando una connessione emotiva con il cliente e puntando sempre e comunque alla soddisfazione dello stesso.


Nel Neuro-marketing predittivo, è necessario lavorare su 3 livelli: buyers cognitivi, le emozioni e gli archetipi. Conosciamo moltissime cose del nostro pubblico, come si comporta e cosa desidera, ma non conosciamo esattamente  bene cosa capita nel loro cervello, per questo la nuova sfida sarà comprendere come il cervello decodifica le informazioni che riceve per un marketing sempre più etico e sempre meno invasivo.

I vantaggi del neuromarketing

Il neuromarketing aiuterà sempre più i marketer a superare alcune delle barriere umane nella ricerca di mercato tradizionale, penetrando le emozioni superficiali nel subconscio e misurando i marcatori emozionali in tempo reale anziché durante il richiamo. Ciò che si è notato è che non bastano più i sondaggi sui consumatori per ottenere risposte accurate. Piuttosto che affidarsi alle risposte dichiarate dagli stimoli (“mi piace di più questo”, per esempio), il neuromarketing usa altre tattiche per vedere cosa sta realmente accadendo nel cervello. Le stesse tecniche sono applicabili sia che tu stia chiedendo informazioni sulle preferenze politiche o che stia facendo ricerche su un nuovo design di prodotto.

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